Nasce a Genova nel 1963. Si diploma all’Accademia di Belle Arti di Roma nel 1986. Tra il 1999 e il 2000 consegue una borsa di studio in Germania presso l’Höherweg Studio di Düsseldorf. L’esperienza tedesca è molto formativa per la sua attività artistica e professionale. Nella sua ricerca nonostante l'uso, quasi esclusivo, di materiali sintetici, resine e fotografia, Claudia Peill non dimentica l'idea della pittura. Le resine colorate stese su frammenti di immagine seguono lo stesso principio tecnico della velatura, che nel celare si manifesta. Claudia Peill procede per stratificazioni, una dopo l'altra, e partendo dal nulla, dal piano vuoto, strato dopo strato costruisce e materializza l'immagine. E’interessante nelle sue opere il valore di sdoppiamento e di separazione: i vuoti, le cesure, le parti mute si riferiscono alla necessità di comunicazione rotatoria tra artista, opera e spettatore.

 

Nel 2010 l’artista abbandona l’uso di resine per alleggerire l’immagine, ma ancora una volta al centro dell’opera c’è l’efficace combinazione di due media così diversi come pittura e fotografia.

Lo sguardo a ciò che è stato non nasconde però una vena di nostalgia, quanto piuttosto indica una consapevole apertura verso il futuro. La memoria è il punto di partenza del lavoro della Peill, non quello di arrivo. La tecnica di base rimane immutata, la fotografia è ancora una volta il punto da cui si parte per una successiva trasposizione su tela.

 

I soggetti prelevati dalla città non sono più auliche statue e frammenti della classicità, ma ingrandimenti di bulloni, finestre, ingranaggi, elementi meccanici, tracce di un vissuto. Dall’evocazione dell’imponente quanto romanticamente decadente classicismo a uno zoom sul fascino arido della città contemporanea.

Il focus non è sul soggetto ritratto, ma bensì sempre sull’occhio dell’osservatore. Passato e presente hanno lo stesso valore, che è quello che nasce dalla nostra consapevolezza. Claudia Peill quando ferma l’istante o blocca il grido in un silenzio, in un gesto o in un movimento rallentato e ripetuto, ci trasferisce in un mondo senza tempo, dove la percezione diventa un luogo fantastico da abitare.

 

Nelle opere più recenti si evidenzia con più forza anche il rapporto con l’asciuttezza, il rigore e la forza di artisti come Blinky Palermo, autore che da sempre costituisce un riferimento per la Peill assieme ad altri grandi come Bill Viola e Giulio Paolini.

 

Oltre alle numerose mostre l’artista ha realizzato anche diverse opere pubbliche permanenti. Le sue opere sono presenti in collezioni private e pubbliche, come quelle del Museo Pecci a Prato, dell’Università Tor Vergata di Roma, del Kunststiftung NRW di Düsseldorf e della GNAM Roma.

 

a cura di Ludovica Persichetti

 

 

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